chirugia estetica
rimodellamento del seno

E' il simbolo della bellezza femminile.
Un bel seno significa armonia, sensualità, benessere. Purtroppo però ha molti nemici.
Il tempo innanzitutto; inoltre la gravidanza e l’allattamento, rapidi cambiamenti di peso.
Tutto questo fa sì che il seno sia il primo organo ad invecchiare nella donna, turbandone spesso l’equilibrio psicofisico.
Il fatto è che la mammella, organo costituito da tessuto ghiandolare e adiposo, è sostenuto solamente dalla pelle.
I cambiamenti di volume o soprattutto se rapidi, semplicemente l’effetto della gravità, possono vincere la resistenza elastica della cute, con inevitabile caduta del seno (ptosi mammaria).
Per questo è molto importante indossare il più possibile il reggiseno.
Quando il “guaio” è già avvenuto, e la mammella è irrimediabilmente discesa, l’unica soluzione possibile è il ricorso alla chirurgia estetica.

Le protesi.
Quanto alle protesi mammarie, la loro presunta pericolosità non è stata in alcun modo accertata esistono vari tipi di impianti con varie forme ,volumi, e riempitivi la scelta dipenderà dalle esigenze operatorie.

Il problema delle cicatrici.
Fondamentale è il problema delle cicatrici. Purtroppo, qualsiasi intervento di rimodellamento del seno, dalla mastopessi alla riduzione, lascia una cicatrice sulla parte inferiore della mammella ed intorno al capezzolo, visibile anche se sottile e ben dissimulata.
Naturalmente, le tecniche per ridurre al minimo questo inconveniente non mancano.
Le ampie cicatrici che attraversano il petto sono ormai solo un ricordo. Oggi si riesce a contenere la cicatrice nella piega sotto la mammella, dandole una forma di L.
In questo modo, con un reggiseno anche succinto non si nota alcun segno dell’intervento. Peraltro, se l’operazione è stata ben eseguita, anche in topless non è facile accorgersi delle cicatrici.

Una tecnica che non lascia il segno.
In alcuni casi è possibile ottenere un buon rimodellamento del seno senza lasciare la classica cicatrice a L.
La tecnica per ottenere questo risultato si chiama round-block e consiste nell’esecuzione di un lifting (sollevamento) della mammella operando attorno all’areola; la cicatrice viene così limitata e contenuta nella circonferenza dell’areola mammaria e risulterà perciò nascosta dal margine tra l’areola stessa e la pelle del seno.
La tecnica round-block può essere comunque utilizzata solo nei casi di leggera discesa della mammella o per modeste riduzioni.

Il risultato ottimale si ottiene inserendo contemporaneamente sotto la ghiandola una protesi. Tutti i segni dell’operazione, comunque, tendono a schiarirsi con il tempo. Già nell’arco di quattro-cinque mesi si confondono con la cute circostante.
L’importante è evitare il sole e il caldo a poche settimane dall’operazione. Le cicatrici sono infatti ancora fresche e i raggi solari le scurirebbero lasciando delle macchie indelebili.

La paura di molte donne.
Molte donne temono che l’intervento chirurgico al seno possa risultare pericoloso.
Occorre comunque aggiungere che il silicone in sé non è risultato essere cancerogeno, come alcuni invece avevano sostenuto.
Per quanto riguarda gli altri interventi - mastopessi e riduzione - non esiste alcun rischio connesso all’atto chirurgico.
La ghiandola mammaria viene spesso ridotta o risollevata senza comprometterne in alcun modo la funzionalità. Né vi possono essere altre conseguenze. Quanto alla paura che alcune donne hanno dei tumori, occorre dire che queste operazioni non ne aumentano per nulla l’incidenza.