gastroscopia
Informazioni generali.
L’endoscopia è una procedura diagnostica che negli ultimi anni si è sempre più diffusa in ambito medico esenzialmente perché permette una diagnosi ed eventuale terapia in molti casi a fronte di una riduzione dell’errore diagnostico e di possibili complicanze dovuti ad altre metodiche e risulta così possibile vedere in “diretta” l’interno dei visceri e scoprire eventuali malattie come polipi, ulcere, vasi sanguigni alterati, infiammazioni o lesioni tumorali benigne o maligne, corpi estranei ecc..
Gli esami endoscopici sono delle procedure diagnostiche ed eventualmente terapeutiche eseguite mediante un tubo flessibile (che trasmette l’immagine tramite fibre ottiche) permettendo di visualizzare nelle diverse metodiche diverse parti del tratto gastrointestinale (la stessa metodica è utilizzata in altre specialità ad esempio in Urologia per la visualizzazione della via escretrice urinaria o in Pneumologia per valutare l’albero tracheobronchiale). L’esofago-gastro-duodenoscopia (EGDS) permette di valutare l’esofago, lo stomaco ed il duodeno mentre la colonscopia visualizza il retto il colon ed eventualmente l’ultima ansa ileale (che è la porzione terminale del tenue selettivo). Il tenue selettivo è la porzione intermedia del tubo gastroenterico ove avviene l’assorbimento dell’alimento ingerito e data la sua notevole lunghezza è una porzione difficilmente analizzabile in modo completo e per questo si utilizza almeno per valutarne le porzioni iniziali e finali l’enteroscopio strumento endoscopico particolarmente lungo (circa 2.5 metri) che né permette la visualizzazione di un ampio tratto.
Lo strumento che si utilizza ha diversi diametri (da 5 a 14 mm) e si differenzia per la lunghezza (a seconda dell’esame eseguiti) e dei canali operativi presenti utilizzati per le diverse procedure diagnostiche e terapeutiche. Per procedura diagnostica si intende la visualizzazione della mucosa (rivestimento interno del tratto gastroenterico) associata all’eventuale biopsia per esame istologico o citologico di eventuali sue alterazioni mentre per procedura terapeutica si intende l’eventuale chiusura di emorragie o l’asportazione di eventuali alterazioni della mucosa come per esempio polipi o altro.
Si ricorda che gli strumenti utilizzati sono puliti fra un esame e l’altro utilizzando una sterilizzazione con lavatrice automatica o “a bagno” che né assicura la completa sterilità.
L’esame endoscopico prevede di visualizzare l’organo analizzato mediante insufflazione di aria e ciò può determinare la sensazione di gonfiore sia durante l’esame che nell’ora successiva ma che normalmente si esegue l’aspirazione dell’aria stessa in uscita che riduce al minimo tale disagio.

L'anestesia endoscopica.
La soluzione terapeutica migliore deve essere sempre quella che prevede il minor rischio per il paziente, la possibilità di ridurre al minimo i tempi di inattività del paziente stesso garantendo il controllo di eventuali sintomi (ad esempio il dolore ecc.) e l'efficacia dell'intervento.
Ogni procedura medica presenta delle difficoltà di tolleranza (preparazione, dolore ecc.) e delle complicanze ed esistono delle procedure anestesiologiche (che, purtroppo, anch’esse presentano delle complicanze) che servono a ridurne i fastidi. E’ importante che ogni scelta sia dettata dall’importanza di eseguire la diagnosi ed l’eventuale terapia nel modo di “far soffrire” il meno possibile il paziente ma anche con i minori rischi di complicanze. E’ altrettanto vero che non esistono delle procedure uguali per tutti e sempre appliccabile perché vi è una differenza sia tra gli esemi eseguibili che nel quadro clinico del paziente stesso e che quindi potranno essere utilizzati procedure diverse anestesiologiche a seconda del caso. Tenendo conto di ciò possiamo dire che:
L’esofago-gastro-duodenoscopia è un esame sostanzialmente eseguibile con un anestesia locale del cavo orale (si spruzza dell’anestetico in bocca) eventualmente associabile ad una blanda sedazione (Valium o altro) o in caso sia richiesto ad una sedazione maggiore (il paziente dorme);
La colonscopia è un esame più doloroso e viene eseguito sempre in sedazione maggiore questo perché nella nostra esperienza la possibilità di raggiungere il cieco (parte terminale del colon) per evitare eventuali ulteriori esami diagnostici raggiunge in sedazione maggiore il 96% dei casi, il paziente non sente alcun dolore e le possibili complicanze (irritazioni cardiache da dolore, perforazioni) si riducono per l’immobilità del paziente.
Gli esami endoscopici possono essere eseguiti in regime ambulatoriale o in regime di Day Hospital ma se viene eseguita una sedazione si consiglia, poiché tali farmaci producono una sonnolenza o una riduzione dei riflessi anche nelle ore successive, quanto segue:
il paziente sia accompagnato da una persona adulta e consapevole, che possa eventualmente accompagnarlo poiché è consigliato non guidare nelle 5 ore successive alla sedazione ed eventualmente a prestare le cure necessarie, secondo quanto suggerito dai sanitari;
vi sia la disponibilità di un telefono ove risieda il paziente in caso di problemi;
in caso di necessità vi sia la disponibilità di un autoveicolo e di una persona che sia in grado di condurlo.
Questa modalità organizzativa consente ai pazienti e ai loro familiari di ridurre il disagio di lunghi tempi di attesa o di ricovero pur nel rispetto della sicuressa generale e della qualità dell’intervento stesso.
Il costo dell'intervento di gastroscopia è di 300 euro.
Il costo dell'intervento di coloscopia è di 500 euro.